Il mito di Theuth

 Il mito di Theuth

Platone illustra nel Fedro la sua diffidenza verso la scrittura, e rivendica la superiorità del dialogo per spiegare oralmente le dottrine, come si evince dal brano relativo a Theuth. 

Il dio Theut dice al re egizio Thamus che la scrittura è una scienza che renderà gli egiziani più sapienti. La scrittura, infatti, rende stabile nel tempo le conoscenze via via acquisiste. Ma il re gli risponde che la scrittura, proprio perché renderebbe stabile le conoscenze, farà sì che gli uomini si impigriscano, non utilizzando più la memoria; inoltre, molti si crederanno dottissimi, mentre sapranno solo notizie senza averle imparate.

La scrittura, quindi, secondo Platone, come fa dire a Socrate dialogando con Fedro, ha carattere illusorio, proprio come la pittura; può essere male compresa se nelle mani di chi non ha gli strumenti adatti per capirla.  Il 'discorso legittimo', invece, è quello orale, che sviluppa una viva relazione tra gli interlocutori che ricercano la stessa verità.

  









Bibliografia:

Domenico Massaro, "La meraviglia delle idee", Pearson Italia, Milano - Torino, 2015



Sitografia delle immagini:

https://www.google.com/search?q=il+mito+di+theuth&sca_esv=110a515e0d96392e&udm=2&biw=1366&bih=633&sxsrf=ANbL-n7nQdrBZhXFws6vqb5MhNLFoPwZ6g%3A1772723925581&ei=1Z6pafj9IuyP9u8PndOCuA8&ved=0ahUKEwi4vPmeh4mTAxXsh_0HHZ2pAPcQ4dUDCBI&uact=5&oq=il+mito+di+theuth&gs_lp=Egtnd3Mtd2l6LWltZyIRaWwgbWl0byBkaSB0aGV1dGgyBRAAGIAEMgUQABiABDIFEAAYgAQyBRAAGIAEMgUQABiABDIEEAAYHjIGEAAYBRgeMgYQABgFGB4yCBAAGAUYChgeSI8oUP8DWJEjcAF4AJABAJgBxAGgAfoMqgEEMC4xMbgBA8gBAPgBAZgCC6ACoAzCAggQABgTGAcYHsICBhAAGAcYHsICCBAAGAcYCBgewgIKEAAYBRgHGAoYHpgDAIgGAZIHBDEuMTCgB4A_sgcEMC4xMLgHjwzCBwYyLTEwLjHIB1OACAA&sclient=gws-wiz-img#sv=CAMSVhoyKhBlLW1oRHBmWmdfOF9BWm9NMg5taERwZlpnXzhfQVpvTToOMHhKWnNldzlFT3gzY00gBCocCgZtb3NhaWMSEGUtbWhEcGZaZ184X0Fab00YADABGAcg3PmD2AEwAkoIEAIYAiACKAI

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