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La dottrina dell'Etica

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 La dottrina dell'Etica   L'anima è composta da tre parti:  - quella razionale (che pensa); - quella irascibile (legata al coraggio e alla volontà);  - quella concupiscibile (sede dei desideri).  Nel mito del carro alato raccontato nel Fedro, la ragione era rappresentata da un auriga che deve guidare e controllare due cavalli, simbolo delle altre parti dell'anima. Questo mito rappresenta la lotta interiore tra ragione e passioni. Platone attribuisce anche grande importanza all'amore, che descrive nel Simposio. L'amore è il desiderio di ciò che manca e diventa una forza che spinge l'anima a cercare la bellezza, il bene e la conoscenza, permettendole di elevarsi dal mondo sensibile a quello delle idee. La vita virtuosa si fonde su quattro virtù principali:  - saggezza; - coraggio; - temperanza; - giustizia.  La giustizia e l'armonia tra le diverse parti dell'anima guidate dalla ragione. Per Platone, quindi l'uomo felice è colui che attrave...

La Dialettica

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La Dialettica Per Platone la Dialettica consta di due momenti:  - il primo, di sintesi,  corrisponde a determinare e differenziare un'idea; - il secondo, di analisi, consiste nel dividere un'idea generale in più idee particolari. I dialettici, riconosciuti come coloro che sono 'in grado di parlare e di pensare', sono in grado di vedere le relazioni tra le idee e comprendere la loro articolazione e la gerarchia del mondo ideale. Bibliografia: Domenico Massaro, "La meraviglia delle idee", Pearson Italia, Milano - Torino, 2015 Sitografia delle immagini: https://www.google.com/search?tbnid=M8EGFdTT728PaM&tbnh=0&tbnw=0&sca_esv=110a515e0d96392e&cs=0&sxsrf=ANbL-n7fXYZkM-mQvvdbcqWGytj8dT628w:1772724293981&udm=2&tbs=rimg:CTPBBhXU0-9vYev_1JRAM3_1vS4AIA&q=dialettica&sa=X&ved=2ahUKEwi8zs3OiImTAxXaWUEAHaM1GWgQuIIBegQIUhAA&biw=1366&bih=633&dpr=1#sv=CAMSVhoyKhBlLTU3S3o5RWZzT2MwclpNMg41N0t6OUVmc09jMHJaTToOeUIxVjZ3Qjdlc19tUU0...

Il mito di Theuth

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 Il mito di Theuth Platone illustra nel Fedro la sua diffidenza verso la scrittura, e rivendica la superiorità del dialogo per spiegare oralmente le dottrine, come si evince dal brano relativo a Theuth.  Il dio Theut dice al re egizio Thamus che la scrittura è una scienza che renderà gli egiziani più sapienti. La scrittura, infatti, rende stabile nel tempo le conoscenze via via acquisiste. Ma il re gli risponde che la scrittura, proprio perché renderebbe stabile le conoscenze, farà sì che gli uomini si impigriscano, non utilizzando più la memoria; inoltre, molti si crederanno dottissimi, mentre sapranno solo notizie senza averle imparate. La scrittura, quindi, secondo Platone, come fa dire a Socrate dialogando con Fedro, ha carattere illusorio, proprio come la pittura; può essere male compresa se nelle mani di chi non ha gli strumenti adatti per capirla.  Il 'discorso legittimo', invece, è quello orale, che sviluppa una viva relazione tra gli interlocutori che ricercano l...

Platone e il Mondo delle Idee

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Platone e il Mondo delle Idee Platone (428/427 a.C. - 348/347 a.C.) è stato uno dei più influenti filosofi greci dell'antichità, allievo di Socrate e fondatore dell'Accademia di Atene.  Per Platone la verità non è relativa all'uomo (come dicevano i sofisti), ma dipende dalle idee.  Le idee permettono giudizi universali e fondano la vita morale politica;  sono organizzate gerarchicamente. Esistono:   Idee morali (Bene, Giustizia, Bellezza); Idee matematiche (numero, triangolo, ecc);   Idee di oggetti naturali e artificiali. Al vertice vi è l’idea del Bene, descritta nella ‘Repubblica’ come il sole che illumina tutto: è la causa suprema della verità e dell’essere. Nel ‘Sofista’ e nel ‘Parmenide’, Platone corregge l'affermazione di Parmenide  “L’essere è, il non essere non è”: i l non-essere infatti non è il nulla, ma è diversità; l ’essere è molteplice e relazionale. Ogni idea partecipa di cinque ‘generi sommi’:   Essere;   Identico; Diverso; Qu...

Socrate e il Sapere di non Sapere

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 Socrate e il Sapere di non sapere         Socrate vive ad Atene in un periodo di profonda crisi politica e culturale. Dopo la stagione di splendore guidata da Pericle, la città attraversa la dittatura dei 30 tiranni e poi una fragile restaurazione democratica. In questo clima di incertezza si diffonde la sofistica, che con il suo relativismo mette in discussione le verità tradizionali. Le classi conservatrici reagiscono con ostilità non solo verso i sofisti, ma verso i filosofi in generale, ritenuti responsabili della crisi morale e politica. Un esempio di questa diffidenza e la commedia “Le nuvole” di Aristofane, in cui Socrate viene ridicolizzato come un sofista stravagante e pericoloso. Nel 399 a.C. Socrate, accusato di n on riconoscere gli dei della città, di avere introdotto nuove divinità e di corrompere i giovani,   viene processato e condannato a morte da un tribunale popolare ateniese. In realtà la condanna è legata alla situaz...

Prodico, Ippia, Antifonta e Trasimaco

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  Prodico Prodico di Ceo (nato tra il 470 e il 460 a.C.) fu un celebre sofista della Grecia Antica. Oratore politico ed educatore di molti allievi, divenuti poi famosi come il drammaturgo Euripide, l’oratore Isocrate e si pensa anche lo stesso Socrate. Prodico si interessò dell’etimologia delle parole, cioè lo studio del significato originario dei termini (dal greco étymon, cioè “vero” o “verità”). Per lui tutte le parole avevano un’origine convenzionale; sosteneva infatti che tutti i popoli si erano accordati per dare il nome alle cose. Classificò  le diverse parole con lo stesso significato, cercando di individuare un legame tra il nome e la cosa a cui si riferiva.     Ippia, Antifonte  e Trasimaco Ippia (nato a Elide, alla fine del V secolo) e Antifonte (nato ad Atene, e contemporaneo di Ippia) si interessarono soprattutto all’origine delle leggi, della loro validità e della loro continuità rispetto alla natura. Questi due sofisti avevano idee di...

Gorgia e le sue tre tesi

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Gorgia e le sue tre tesi  Gorgia di Leontini (circa 485–380 a.C.) fu uno dei sofisti più noti dell’antica Grecia, originario della Sicilia. Operò soprattutto nel campo della retorica e della riflessione sul linguaggio, diventando famoso per la sua straordinaria abilità oratoria. Al centro del suo pensiero c’è il potere della parola, che è in grado di agire sull’animo umano come un farmaco, influenzando emozioni, convinzioni e comportamenti. Il linguaggio non serve solo a descrivere la realtà, ma può anche modificarne la percezione. Nel trattato ‘Sul non-essere o sulla natura’, Gorgia espone in modo provocatorio tre tesi: che nulla esiste, che se qualcosa esistesse non sarebbe conoscibile e che, anche se fosse conoscibile, non potrebbe essere comunicata. Queste affermazioni non vanno intese come negazioni definitive, ma come esercizi argomentativi che mettono in luce i limiti della conoscenza e dell’espressione linguistica. Tra le sue opere più famose troviamo ‘l’Encomio di Elena’ (...