Parmenide, l'essere e il non essere
Parmenide, l'essere e il non essere
Parmenide (nato tra il 515 e il 510 a.C. - 450 ca. a.C.) fu un filosofo greco, originario di Elea, moderna Velia. Affronta il tema dell'opposizione tra essere e nulla. Per lui solo l'essere è e può essere pensato. Scrisse un poema in versi intitolato "Sulla natura". Il suo messaggio è il seguente:L'essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere.
Soltanto l'essere esiste, ed eternamente è, e il non essere non esiste e non può neanche essere pensato.
Con Parmenide ha inizio l'ontologia (dal greco "tò on", cioè l'essere, mentre "lògos" cioè discorso), quindi lo studio dell'essere, in quanto essere, nelle sue caratteristiche universali.
Il filosofo ha una visione statica e conservatrice.
I caratteri dell'essere, dedotti in maniera logica, sono:
- unicità;
- eternità (non nasce e non muore);
- immutabilità (non cambia);
- ingenerato e imperituro (non ha origine o fine);
- finito (l'essere è una sfera, cioè omogenea ed identica a se stessa).
I principi logici introdotti da Parmenide sono:
- il principio d'identità: A=A;
- il principio di non contradizione: l'essere è quindi non può non essere;
- il principio del terzo escluso: ogni cosa è o non è (non esiste una terza posizione, nessuna via di mezzo).
Bibliografia:
Domenico Massaro, "La merviglia delle idee", Pearson Italia, Milano - Torino, 2015
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